Territorio

Valle d’Aosta

La più piccola regione d’Italia confina con Francia e Svizzera. Vanta le cime più alte delle Alpi come il Cervino, Monte Rosa, Gran Paradiso e il Monte Bianco, il tetto d’Europa a 4810 m sopra il livello del mare.

Meta ideale per gli sport invernali con le sue valli verdi e da favola, i castelli, la Valle d’Aosta è anche una luogo incantevole da vivere tutto l’anno.

Resort e rifugi esclusivi: l’ospitalità è ad ampio raggio per soddisfare le esigenze di benessere di ogni viaggiatore, che può scegliere tra una straordinaria selezione di esperienze ed escursioni per scoprire l’anima della regione.

Vieni a scoprirla, passeggiando o pedalando per Aosta e per Cervinia e Courmayeur, o immerso nella magnificenza del Parco del Gran Paradiso – dove puoi osservare stambecchi, camosci, aquile reali e marmotte.

La viticoltura in Valle d’Aosta

I vigneti valdostani sono poco meno di 500 ettari, di cui oltre 300 sono gli ettari destinati alla produzione di vini a Denominazione di Origine Controllata, per un totale di 1,8-2 milioni di bottiglie certificate.

Un tratto distintivo della viticoltura della nostra Valle è l’elevata frammentazione del territorio che viene coltivato in piccoli appezzamenti. In media l’area di un appezzamento è di 400 m2.

La viticoltura in Valle d’Aosta è un atto d’amore profondo, una sfida quotidiana con le montagne. L’ambiente è pieno di avversità e i vigneti devono adattarsi ad un territorio difficile e poco generoso.

La nostra Viticoltura si chiama eroica, quasi ogni lavoro in vigna è fatto a mano, con un territorio così caraterrizzato:

  • Vigneti ad altitudini superiori ai 500 metri.
  • Viti piantate su pendenze superiori al 30%.
  • Viti piantate su terrazzamenti.

Tuttavia, i vignaioli, grazie al duro lavoro e al senso della tradizione, sono in grado di ottenere il massimo dal nostro terroir, valorizzandolo e producendo un vino di alta qualità.

Dall’altra parte siamo caratterizzati da una bassa produttività in termini quantitativi donando unicità ed esclusività ad ogni singola bottiglia.

Un po’ di storia

Nella nostra regione la presenza della vite risale all’età del Bronzo, come è stato dimostrato dal recente ritrovamento di semi di vino nell’area archeologica di Saint-Martin-de-Corléans d’Aosta.

Altri Scavi  confermano la presenza del vino già dal I secolo d.C.: fiasche, brocche e bottiglie rinvenute in locali probabilmente adibiti alla pigiatura delle uve.

La più antica testimonianza scritta della presenza della viticoltura in Valle d’Aosta è un atto di donazione di un vigneto risalente al 1032 dC; questo è il primo di una lunga lista di documenti a testimonianza dell’importante ruolo svolto dalla vite e dal vino nel medioevo.

Anche la viticoltura valdostana ha vissuto momenti difficili: una crisi particolarmente grave è stata registrata nel diciassettesimo secolo a causa di più fattori tra cui una pestilenza, frequenti transizioni di truppe e il calo del traffico di passaggio attraverso i passi alpini.

La coltivazione della vite rifiorisce nel periodo napoleonico e durante il XIX secolo quando la superficie vitata raggiunse la sua dimensione massima di circa 3000 ettari.

Dalla fine dell’ottocento fino alla metà del secolo scorso avvenne un altro lento e inesorabile declino. Le principali cause del ridimensionamento del viticoltura furono: la comparsa della fillossera e delle malattie crittogamiche, due guerre mondiali, l’avvento della ferrovia che facilitò l’importazione di vini più economici da altri regioni e l’industrializzazione che sottrasse manodopera all’agricoltura.

Quest’ultimo aspetto, unitamente all’incremento del settore dei servizi, ha determinato un lento e progressivo abbandono della terra e della viticoltura.

Negli anni Cinquanta la viticoltura e l’agricoltura ebbero un nuovo impulso grazie all’apertura dell’ Ecole Pratique d’Agriculture(1951), che nel 1982 divenne Institut Agricole Regional.

La gestione dell’Ecole Pratique d’Agricole è stata affidata dall’Amministrazione Regionale al canonico svizzero dell’Ospizio del Gran San Bernardo.

La scuola ha tramandato conoscenze teoriche e pratiche della viticoltura, disseminando nuove tecniche volte a riconvertire progressivamente la produzione vinicola alla ricerca della qualità del vino stesso piuttosto che concentrarsi solo sulla produzione.

Il canonico J.Vaudan, direttore della scuola e capo della sezione vini della Fondazione, ha creduto fortemente nella vocazione valdostana, rinnovando la viticoltura nel nostro territorio.

Dalla produzione di vino per solo consumo si passa alle associazioni vinicole incentrate sulla tutela del territorio, il mantenimento dei vigneti e  all’offerta di un prodotto di migliore qualità.

Clima e Ambiente

Situata nel cuore delle Alpi, la Valle d’Aosta gode di un clima unico grazie alle montagne, che sono una barriera naturale contro i venti freddi del nord e la pioggia. In particolare, nella zona centrale della Valle, i rilievi alpini creano le condizioni per un clima intra-alpino:

  • Precipitazioni molto rare
  • Nuvolosità ridotta
  • Bassa umidità

Altro elemento importante soprattutto nella stagione Primavera-Estate è la quasi quotidiana presenza di brezze d’aria.

La bassa umidità relativa, la scarsa piovosità durante lo sviluppo vegeto-produttivo della vite e la costante ventilazione sono tutte condizioni ottimali contro lo sviluppo di malattie fungine limitando l’uso di trattamenti antiparassitari e l’ottenimento di vini più sani e meno inquinati per l’ambiente.

Il fiume Dora Baltea è un elemento naturale che caratterizza il vigneto valdostano.

Attraverso la lunghezza del fiume possiamo dividere la valle in tre aree: bassa, media e alta valle.

Questa suddivisione si riferisce a tre quote medie: 400, 600 e 1000 m sul livello del mare.

Le tre zone differiscono tra loro anche per la diversa quantità di precipitazioni, in particolare molto ridotte nella zona centrale.

Le tre zone sono caratterizzate da diverse vitigni principali:

  • Nella bassa valle, l’uva principale è l’uva Nebbiolo, chiamata Picotendro nel nostro dialetto
  • Nella media valle, l’uva principale è il Petit Rouge, l’autoctono più importante uva della regione
  • In alta valle, l’uva principale è il Prié Blanc, l’unico vitigno autoctono a bacca bianca Valle d’Aosta.